Assegno di natalità 2018, cosa è e come funziona

L’assegno di natalità, generalmente chiamato anche come bonus bebè, è un contributo con periodicità mensile, che viene assegnato in base a requisiti reddituali, e che è destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo a partire dal 1° gennaio 2015.

La misura è stata originariamente istituita dalla Legge di stabilità 2015 (articolo 1, commi 125-129, legge 190/2014) ed è stata più recentemente prorogata dall’ultima legge di Bilancio – articolo 1, commi 248 e 249, legge 205/2017 -, che l’ha confermata anche per il 2018, seppure modificandone alcuni termini di riferimento, come ad esempio la forte restrizione in termini di durata (da 36 a 12 mensilità).

Per quanto concerne in particolare l’assegno di natalità 2018, il bonus spetta a tutti i genitori di figli nati o adottati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018. Tecnicamente, si tratta di un contributo annuo di 960 euro, che verrà erogato dall’Inps in 12 mensilità da 80 euro ciascuna, e che rimarrà valido fino al compimento del 1° anno del bambino, o in caso di bambino adottato, fino al compimento del 1° anno dal suo ingresso nella famiglia adottiva.

Ricordiamo che possono accedere all’assegno di natalità 2018 i nuclei familiari con Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superiore a 25mila euro l’anno. Nell’ipotesi in cui l’Isee sia non superiore a 7mila euro annui, invece, il contributo può raddoppiare di importo, giungendo a quota 1.920 euro (ovvero, 160 euro al mese per 12 mensilità). Ricordiamo infine che il genitore richiedente deve essere cittadino italiano, di uno Stato dell’Unione Europea, extra-comunitario con permesso di soggiorno o rifugiato; residente in Italia; convivente con il figlio.

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