Cina, presto future petrolifero in yuan

La Cina si prepara ad aprire un nuovo fronte di guerra e di competizione nei confronti degli Stati Uniti. Questa volta, il campo di battaglia sono gli strumenti derivati, e l’asset è quello del petrolio. Concretamente, pare infatti che il governo di Pechino stia pensando di lanciare un future sul petrolio denominato in yuan e convertibile in oro, andando a irrompere nei mercati finanziari con una soluzione che dovrebbe permettere al Paese asiatico di realizzare un’aspirazione che coltiva da anni, quella di un proprio benchmark di prezzo per il greggio, che possa competere ad armi pari sul piano internazionale con il Brent, il Wti e il Dubai-Oman, che è l’attuale riferimento prevalente in Asia (ma ancora per quanto tempo?)

Ad ogni modo, per il momento di mere voci si tratta, visto e considerato che non ci sono conferme ufficiali. Insomma, a ben vedere il tutto potrebbe concretizzarsi in un nulla di fatto, anche perché a rivelare tale spunto è solamente la Nikkei Asian Review, secondo cui la quotazione del contratto avverrà a breve sullo Shanghai International Energy Exchange (Ine).

Al di là della concretezza di tale piano, quel che è certo è che si tratta di un’ipotesi evidentemente suggestiva, che sta cominciando a far discutere i mercati finanziari. Nell’ipotesi in cui le cose dovessero effettivamente prendere piede, sarebbe una clamorosa rivoluzione per il contesto internazionale, con dure ripercussioni per l’economia statunitense e – forse – una super domanda per l’oro. Proprio la convertibilità in lingotti potrebbe infatti essere un aspetto vincente per il successo del future, che sarà negoziabile anche da soggetti stranieri e potrebbe pertanto attrarre investitori internazionali provenienti da ogni parte del globo. Per saperne di più, non possiamo che attendere gli sviluppi nel corso dei prossimi mesi…

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