Cos’è l’autismo e in che modo si diagnostica

L’autismo o disturbo dello spettro autistico incorpora un gruppo di disturbi dello sviluppo neurologico che causano pregiudizi alla comunicazione e alle abilità sociali. L’autismo inizia generalmente prima dei tre anni di età, e dura tutta la vita, sebbene un intervento precoce sia in grado di giocare un ruolo importante nel trattamento e nel progresso.

Più diffuso tra i ragazzi rispetto alle ragazze, il disturbo dello spettro autistico è rilevabile in tutte le razze, etnie e gruppi socioeconomici. Il 2 aprile è la Giornata mondiale dell’autismo.

Come diagnosticare l’autismo

Non esiste un test medico definitivo per diagnosticare l’autismo. Il disturbo viene invece diagnosticato osservando lo sviluppo del bambino e intercettando, in particolar modo, i principali fattori che potrebbero far sorgere una valutazione della condizione.

In particolare, i segni dell’autismo possono includere deficit nella comunicazione sociale e nell’interazione in una varietà di contesti, difficoltà ad impegnarsi in una conversazione e mancanza di interesse a stringere amicizie con i coetanei.

Vaccini e autismo

Il dibattito sul fatto che i disturbi dello spettro autistico siano causati dai vaccini è iniziato nel 1998 quando la rivista medica The Lancet ha pubblicato uno studio, contestato e successivamente smentito, del ricercatore Andrew Wakefield, che collega il vaccino MMR all’autismo.

La maggior parte dei coautori di Wakefield hanno ritirato i loro nomi dallo studio e nel 2010 Wakefield si è visto privare della propria licenza di medico. Nel 2011 The Lancet ha ritirato lo studio dopo che un’indagine ha scoperto che Wakefield aveva alterato o travisato le informazioni sui 12 bambini che erano alla base della conclusione dello studio.

Altri ricercatori non sono stati in grado di replicare i risultati di Wakefield. Diversi studi successivi che cercano di riprodurre i risultati non hanno trovato alcun legame tra vaccini e autismo.

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