Dollaro più forte del previsto dopo dati ISM

Il dollaro sembra aver posto fine al suo percorso di deprezzamento dopo la pubblicazione dei dati dell’ISM manifatturiero. Una pubblicazione alla quale ha fatto seguito una flessione delle quotazioni della valuta verde, che ha successivamente compiuto una inversione di tendenza per chiudere la sessione al rialzo.

Il motivo di tale andamento è presto spiegabile: l’ISM ha infatti subito una correzione che è stata in linea con le attese degli analisti, ma ha lasciato l’indice su livelli ritenuti ancora elevati. In aggiunta a ciò, è emerso come contenuto prevalente l’andamento della componente prezzi, che è salita contro aspettative di calo.

Insomma, il recente deprezzamento del dollaro statunitense, che ha condotto la valuta su livelli inferiori a quelli pre-vittoria di Trump, dovrebbe essere sufficientemente ampio da consentire una pausa, o addirittura una timida risalita. Naturalmente, molto dipenderà dal modo con cui si svilupperà lo scenario macroeconomico a stelle e strisce.

Oggi intanto il focus sarà incentrato sugli occupati ADP, che gli analisti si attendono positivi, e su alcuni discorsi da parte di diversi membri della Federal Reserve, come Mester e Williams, dai quali sarà importante cercare di cogliere soprattutto la view in merito agli sviluppi dell’inflazione, che rimane sicuramente la variabile discriminante per la decisione di incrementare o meno i tassi a fine anno (fermo restando che rimane molto difficile che i tassi possano essere toccati nel corso del meeting del mese di settembre).

Sul versante politico, infine, notiamo come il Senato abbia eliminato la discussione sulla riforma sanitaria, che non appare più nell’agenda delle prossime due settimane. Il focus dovrebbe quindi passare sulla riforma tributaria, e sul limite del debito, che il segretario del Tesoro statunitense Mnuchin ha affermato dover essere oggetto di un intervento entro il prossimo 29 settembre.

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