Prestito personale: la particolarità dei prestiti ai dipendenti

denaro verniceI prestiti personali sono un tipo di finanziamento, che riguarda cifre di denaro non eccessivamente elevate, da restituire in un massimo di 10 anni. Il limite massimo richiedibile dipende dall’istituto di credito cui ci si rivolge, in genere non è superiore ai 100.000 euro. I prestiti personali hanno la particolarità di non essere finalizzati: non è necessario motivare la richiesta, indicando per cosa si utilizzerà il contante ottenuto. Su prestitotipendentik.com trovate moltissime informazioni su questo argomento.

Come richiedere un prestito personale

I prestiti personali devono essere richiesti dal singolo cittadino italiano maggiorenne direttamente alla banca; in genere conviene effettuare tale richiesta nell’istituto di credito in cui si ha un conto corrente, anche se spesso si tende a valutare l’offerta anche di altre banche, per trovare quella migliore. Non essendo finalizzato, il prestito potrà essere utilizzato come si crede. Questo porta in genere le banche a richiedere particolari garanzie. La motivazione è facile da comprendere: se richiedo un prestito per l’acquisto di una casa, la banca potrà rivalersi sullo stesso immobile nel caso in cui io non paghi una rata. Se invece utilizzo i soldi ricevuti per pagare le bollette, o per una vacanza al mare, la banca non potrà rivalersi su nulla nel momento in cui io dovessi smettere di saldare le rate mensili.

Le garanzie

Quando si richiede un prestito personale quindi è necessario fornire delle garanzie. Una delle miglior è il proprio stipendio, percepito mensilmente da lavoro dipendente. I lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato possono sfruttare il loro stesso lavoro come garanzia su un finanziamento. La banca può richiedere informazioni sul posto di lavoro, sull’anzianità di servizio, sul Trattamento di Fine Rapporto maturato, o anche sulla stessa ditta in cui si lavora. Se tale realtà è fiorente, il prestito sarà sicuramente concesso.

Particolari situazioni

Ci sono lavoratori dipendenti che hanno già contratto dei prestiti precedenti, che necessitano di ulteriori cifre di denaro. In queste situazioni utilizzare il proprio stipendio come garanzia può non essere sufficiente. In tali casi il lavoratore dipendente può sfruttare la formula di finanziamento chiamata cessione del quinto. In pratica si impegna a cedere alla banca un quinto del suo stipendio netto, fino alla totale restituzione del prestito. I soldi non confluiranno sul conto corrente del dipendete, ma saranno versati alla banca direttamente dal datore di lavoro, mese dopo mese, fino al termine del pagamento di tutte le rate dovute.

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