La povertà e la depressione possono alterare il dna

man-937665_960_720Secondo quanto rivela uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista Molecular Psychiatry, anche una condizione sociale sarebbe in grado di modificare il proprio patrimonio genetico. In termini più sintetici, il dna umano può essere modificato dalla povertà, associata all’emersione di malattie mentali come l’ansia, la depressione, la dipendenza e altre condizioni di difficile disagio.

Stando a quanto ricordava Johnna Swartz, coordinatrice dello studio, l’analisi condotta è particolarmente importante poichè è la prima che punta a dimostrare come la povertà possa arrivare a modificare il dna. Nei ragazzi cresciuti all’interno di un contesto contraddistinto da privazioni, dunque, aumenterebbe l’attività dell’amigdala, un gene presente in un’area del nostro cervello, coinvolto negli attacchi di panico e nel momento in cui si devono prendere decisioni istantanee (come il fuggire o l’attaccare, dinanzi a un nemico).

Un contesto come quello di cui sopra, proseguono i ricercatori che hanno condotto lo studio, è anche in grado di abbassare il livello della serotonina, il c.d. “ormone della felicità”. Per arrivare a tale affermazione, nell’analisi sono stati osservati i cambiamenti di un gene specifico, SLC6A4, all’interno di un campione di adolescenti under 15, per due anni.

Ebbene, i cambiamenti prodotti a livello genetico sarebbero in grado di trasmettersi alle generazioni successive. Ed ecco spiegato perchè – secondo i ricercatori – gli episodi di depressione sarebbero più frequenti nelle famiglie più povere, rispetto a quelle più agiate. La spiegazione è presto detta: la povertà è a sua volta asosciata a un quadro di salute peggiore, al maggior rischio di malattie mentali e, dunque, ansia, depressione, dipendenza.

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